Essere testimoni di memoria. Imparare ascoltando, il silenzio che lascia spazio a racconti che evocano eventi che fanno parte della nostra Storia in un contesto sociale sempre più complesso. Ricordare e diventare parte di una responsabilità comune dove il ricordo è una forza attiva sempre capace di guidare i prossimi passi di futuro.
Carta e penna per sentire la vicinanza, una rimembranza di leopardiana memoria, che restituisce la dimensione umana anche di fronte alla disumanità presente nel concetto stesso di guerra. In una parola ESSERCI. Come è accaduto Giovedì 26 febbraio 2026 alle 11:00, in corso Porta Reno 60, a Ferrara, durante la cerimonia di scoprimento di una targa marmorea dedicata alle vittime civili dei bombardamenti avvenuti in città tra il 1943 e il 1945, presso il muretto della rampa di accesso laterale alla Chiesa di San Paolo.
Ascoltare le parole dell’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara e presidente della Commissione Toponomastica Marco Gulinelli, del Presidente Provinciale ANVCG Gualtiero Federici, della direttrice dell'Istituto di Storia contemporanea di Ferrara Anna Maria Quarzi, dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma con i propri labari, del vicario dell'Arcivescovo Mons. Massimo Manservigi è stato un momento di condivisione e riflessione. Una presenza nella presenza perché ogni progetto di memoria include ogni altra attività svolta ai fini di promuovere memoria.
Per noi studenti, aver avuto la possibilità di presenziare, tra il grigio del marmo appena scoperto e il silenzio di corso Porta Reno, non è stato solo un atto di presenza istituzionale. È stato un modo per dare del "tu" alla Storia. Spesso leggiamo i numeri dei bombardamenti sui libri di scuola, associandoli a date che sembrano lontane, quasi sbiadite. Ma di fronte a quella targa, quei numeri sono diventati volti, case distrutte, vite interrotte tra il 1943 e il 1945.Diventare testimoni di memoria significa esattamente questo: accettare il passaggio di un testimone invisibile ma pesantissimo. Come ha ricordato l'assessore Gulinelli e tutti i presenti, la memoria non è un magazzino polveroso, ma una forza attiva. È la bussola che ci serve per orientarci in un presente che, purtroppo, sembra aver dimenticato troppo in fretta le lezioni del passato. In un’epoca caratterizzata dalla velocità digitale, abbiamo riscoperto il valore della lentezza e della riflessione. Usare "carta e penna", come detto durante la cerimonia, non è un vezzo antico: è un modo per fermare il pensiero, per elaborare quella rimembranza di cui parlava Leopardi. Ricordare è un atto di resistenza contro l'indifferenza. Non stiamo solo guardando indietro; stiamo decidendo che tipo di cittadini vogliamo essere domani. Essere presenti alla Chiesa di San Paolo ci ha ricordato che la democrazia e la pace non sono regali scontati, ma eredità che richiedono manutenzione quotidiana. La disumanità della guerra, evocata dalle parole dei rappresentanti delle Associazioni, ci impone una domanda: cosa facciamo noi, oggi, con questo ricordo? La risposta è: esserci come comunità, come giovani che non si limitano a studiare il passato, ma che lo scelgono come base per costruire un futuro dove il dialogo prevale sul conflitto. La memoria è un “non luogo” dove ogni vita spezzata resta una storia raccontata.
IIS "N.Copernico-A.Carpeggiani"